Si sente spesso parlare di obsolescenza programmata ma cos’è con esattezza?

Siamo proprio certi che i guasti frequenti di apparecchi elettrici o i deterioramenti degli stessi, inaspettatamente dopo la scadenza della garanzia, potrebbero essere così fortuiti ed occasionali?

Accade invece che dietro ad essi possa nascondersi una vera e propria tecnica industriale, meglio nota come obsolescenza programmata.

 Quando si parla di obsolescenza programmata  s’intende  una politica industriale indirizzata a definire a un periodo stabilito il ciclo vitale di un prodotto.

Il 23 dicembre 1923 i produttori mondiali di lampadine, con l’accordo Phoebus, stabilirono di abbreviare artificialmente la durata delle lampadine da 2500 ore a 1000 ore, secondo loro, i loro prodotti duravano troppo a lungo per un margine di guadagno troppo limitato e per la prima volta si parlò di obsolescenza programmata. Durante la grande Depressione nel 1933 per uscire dalla crisi, l’immobiliarista Bernard London suggerì di approvare l’obsolescenza programmata per legge, per promuovere consumi e produzione. Dal 1924, l’obsolescenza programmata ha ritmato moltissime produzioni.

L’obsolescenza può essere reale e percepita: nell’obsolescenza reale il prodotto dopo un determinato periodo di tempo smette di funzionare e si è obbligati a sostituirlo; nell’obsolescenza percepita, i produttori, presentando sul mercato nuovi modelli, apparentemente superiori, inducono i consumatori a sostituire i propri apparecchi elettronici (televisore, smartphone, tablet, lavatrice, ecc.). Si parla di obsolescenza programmata anche nel settore automobilistico, della moda e dell’editoria.

Chi non si è inquietato, per un pezzo da sostituire del proprio apparecchio elettronico, per scoprire che il pezzo di ricambio costa più dell’apparecchio nuovo o chi non si è indignato perché il televisore, lo scanner, appena scaduta la garanzia, si è rotto! Nessuno ha pensato all’obsolescenza programmata. Ma se anche ci ha pensato, non c’era reato (tranne in Francia).

Come tutelarsi?

  • Aggiustare tutto ciò che si può ripristinare: restituirlo in garanzia se coperto o ripararlo;
  • evitare le ultime novità
  • riadattare ciò che si ha per altri scopi;
  • utilizzare prodotti Open source .

Norme contro l’obsolescenza programmata

Organi legislativi di diverse nazioni compresa l’Italia, si stanno adoperando per avviare norme che fiacchino o abbattano politiche industriali indirizzate all’obsolescenza programmata. In Italia ci sono 2 proposte di legge: la prima stabilisce che i pezzi di ricambio siano disponibili fino a cinque anni dopo che gli apparecchi elettronici non sono più prodotti; la seconda che prevede l’estensione del periodo di garanzia a 5 e 10 anni a seconda del prodotto.